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Il Centro Militare di Studi Strategici (CeMiSS) è l'organismo che gestisce,
nell'ambito e per conto del Ministero della Difesa, la ricerca su temi di carattere
strategico. Fondato nel 1987 con decreto del Ministro della Difesa, il CeMiSS
svolge la propria opera avvalendosi di esperti civili e militari, italiani ed
esteri, che sono lasciati completamente liberi di esprimere il proprio pensiero
sugli argomenti trattati. Quanto contenuto negli studi pubblicati riflette quindi
esclusivamente l'opinione del Gruppo di Ricerca e non quello del Ministero della
Difesa.
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| Anno |
2001 |
| Codice ISBN |
88-88391-10-X |
| Progr. CeMISS |
1.19 |
| Pagine |
224 |
| Prezzo |
16,53 |
| Disponibilità |
Buona |
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Il ruolo delle istituzioni finanziarie
internazionali nei processi di peace building. |
Mariateresa Fiocca |
Il mondo "post-bipolare" è caratterizzato
dall'utilizzazione estensiva del cosiddetto "soft power", che ha fatto seguito
al prevalere delle componenti propriamente strategico-militari della guerra fredda.
Nel nuovo contesto, di particolare interesse appare l'identificazione di appropriate
modalità di condizionamento fra uso della forza - a scopi di stabilizzazione strategica
e del tessuto socio-politico-economico - e le azioni volte a ricostruire un nuovo
ordine. Lo studio si propone di valutare l'adeguatezza delle strategie di intervento
adottate in occasione delle cosiddette operazioni di pace, incluse in esse la
diplomazia per la prevenzione e la gestione delle crisi. Il lavoro si concentra
sull'attività delle istituzioni finanziarie internazionali (IFI) – in particolare
di quelle nate dagli accordi di Bretton Woods – che assolvono un ruolo crescente
nel quadro della sicurezza del mondo "post-bipolare", in parallelo con la multinazionalizzazione
degli interventi politico-militari. Si mette in evidenza il cambiamento della
logica di base sottesa alle strategie di sviluppo promosse dalle IFI: il progressivo
spostamento del focus dal paradigma della crescita economica - che è stato il
filo conduttore degli interventi del periodo 1980-1995 - a quello dello sviluppo
umano, cioé dei fattori sociali, iscrivibili fra le cause alla radice dei conflitti
civili. In tale contesto, viene seguita la prospettiva dell'"offerta", cioé vengono
valutati i processi decisionali delle istituzioni finanziarie relativi alla fornitura
delle risorse destinate alla riabilitazione post-conflitto e allo sviluppo. Viene
affrontato anche il problema del coordinamento generale fra le istituzioni della
comunità internazionale - in particolare tra IFI e NGO - e fra gli interventi
economico-finanziari e quelli propriamente politico-militari. I recenti episodi
di terrorismo "di portata globale" prefigurano una nuova "generazione" di conflitti
tra paesi, simultanea a quella che si combatte all'interno dei singoli stati:
mutuando la terminologia dei sistemi previdenziali, oggi si può parlare di "overlapping
generations" di conflitti. L'"offerta" delle IFI si trova quindi a dover soddisfare
contemporaneamente diversi "segmenti" di domanda di sicurezza: dalle richieste
connesse alle guerre civili a quelle originate dall'inedita offensiva dell'11
settembre. Sul piano economico, il sostegno loro richiesto, – per ammortizzare
le ricadute della destabilizzazione prodotta dagli attentati, per l'autodifesa,
per "equipaggiare" un sistema finanziario trasformato in teatro di guerra – si
allarga a livello mondiale, con il rischio di "spiazzare" le iniziative destinate
alle aree colpite dai conflitti interni. Su questi ultimi l'analisi si focalizza,
mettendo in evidenza anche le loro diverse "offerte" di intervento che connotano
diverse "generazioni" di conflitto – dal pacchetto previsto con il Piano Marshall
a quelli più articolati in risposta alle attuali "emergenze complesse": in queste
ultime, le operazioni delle IFI si possono definire un' "offerta congiunta", in
cui si combinano le politiche volte a ridurre la segregazione sociale e la povertà
(nella sua accezione più ampia "alla Sen"), a promuovere la democratizzazione
delle istituzioni e l'affermazione della rule of low (entrambe alla base della
good governance), a creare i fattori di localizzazione dell'investimento attraverso
il miglioramento delle condizioni d'ambiente economico e giuridico, a rimuovere
tutte quelle che rappresentano le radici profonde dei conflitti interni. Sulla
base di un'analisi comparata interdisciplinare, vengono infine colte le analogie
– cause, effetti, implicazioni di policy – tra emergenze diverse: belliche, naturali,
finanziarie.
Mariateresa Fiocca é dirigente di ricerca presso l'ISAE (Istituto di Studi
e Analisi Economica), da dove è distaccata in qualità di Consigliere economico
del Ministro, presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, nel settore delle
Relazioni Internazionali dell'Ufficio di Gabinetto. è docente di Politica economica
nella Facoltà di Giurisprudenza della LUISS Guido Carli (Roma). Ha partecipato
a conferenze internazionali ed è stata docente in università straniere ed in corsi
di formazione post-laurea in Italia e all'estero. è autore di numerose pubblicazioni
in riviste italiane e straniere e di due volumi editi dalla Darmouth (Aldershot).
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