Anno : 2004
cm. 19 x 30 - 188 pagine
Stampa: Graficart - Formia - Lt - |
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| Architettura rurale della Val Comino |
Gal |
| La scelta di redigere e dare alle stampe il Catalogo
dell'Architettura Rurale del territorio appartenente ai Comuni compresi nel GAL
Versante Laziale del Parco Nazionale d'Abruzzo, presupposto fondamentale per la
redazione del Manuale del recupero dell'Architettura Rurale dello stesso territorio,
oltre ad ottemperare ai mandati del GAL, (che nello specifico, per l'Azione IC
del Piano di Azione Locale prevedono la"Sensibilizzazione della popolazione locale
alla conoscenza del territorio al fine di un miglior utilizzo delle risorse"),
segna una linea culturale precisa, una inversione di tendenza rispetto a un atteggiamento,
purtroppo ancora largamente diffuso, di rassegnazione, quando non addirittura
di insensibile accettazione, della ineluttabile condanna all'estinzione di un
importante patrimonio autoctono di Architettura Rurale. Forse per la prima volta
in provincia di Frosinone, aldilą delle semplici enunciazioni di principio, tra
i valori del territorio vengono inseriti i manufatti dell'Architettura Rurale
come costituenti fondamentali della identitą culturale di un'area geografica.
Elementi e manufatti vengono materialmente individuati e descritti, per consentirne
una tutela reale ed efficace. La segnalazione con repertorio di immagini e schede
descrittive puņ costituire, infatti, il primo passo per la salvaguardia, ricordando
ai meno accorti che un fienile isolato, un pozzo-cisterna o il basamento in pietra
di una casella, debbono considerarsi elementi della nostra cultura materiale,
quella stessa a pieno titolo contemplata dalla storiografia contemporanea tra
le testimonianze basilari della civiltą di un popolo. Un muro a secco o una scala
esterna in conci lapidei, quindi, pur costituendo un modesto valore venale, quand'anche
non volessero comprendersi nel patrimonio demo-etno-antropologico tutelato a norma
della L. 1089 del 1939, rappresentano una indubbia"testimonianza avente valore
di civiltą"*, e pertanto non meritano di scomparire, anche dalla memoria, per
incuria o sotto i colpi di mezzi meccanici distratti che li urtano "casualmente",
quando non scientemente sbancati nel corso dell'ampliamento di una strada di campagna.
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